passione cinema


“La Matassa” il nuovo film di Ficarra e Picone
12/03/2009, 21:37
Filed under: commedia

finalmente ecco l’ atteso nuovo film di Ficarra e Picone che ho personalmente incontrato al DAMS nella loro interessantissima lezione di cinema.

Vi riporto di seguito ciò che è stato scritto del film nel loro sito ufficiale e il video del loro saluto.
Grazie ancora!

Questa e’ la storia di una lite, anzi della lite.

Quella lite, simile a tante altre che gia’ erano state, ma che allontano’ per sempre due fratelli, e le loro famiglie. Due fratelli che avevano sempre vissuto da fratelli, condividendo gioie e dolori, superando insieme le difficolta’ della vita e dei loro caratteri, con amore.

Lo stesso affetto che avevano trasferito ai loro figli, i due cugini, (Ficarra e Picone), cresciuti per tanti anni come fratelli. Cosi’ diversi tra loro: prepotente e carnefice il primo (Ficarra), remissivo e vittima il secondo (Picone). Poi, d’improvviso, quella lite li allontano’, rendendoli non più fratelli, se non nei loro ricordi di quel meraviglioso periodo della vita, che e’ l’adolescenza. Oggi, al momento della nostra storia, i nostri eroi sono due trentenni che conducono due vite profondamente diverse.

I due riusciranno a fare luce sui reali motivi della storica lite fra le famiglie e riscoprire quei valori che una volta ne avevano accomunato le vite?

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Mr. Brightside



Il Curioso Caso di Benjamin Button

con Brad Pitt, Cate Blanchett, Tilda Ormond, Jason Flemyng

scritto da Eric Roth e Robin Swicord

diretto da David Fincher
tratto
da un racconto di Francis Scott Fitzgerald

Siamo tutti coscienti di quello che è l’andamento della vita. Nasciamo, viviamo come meglio possiamo, vediamo morire le persone che ci sono care e poi ci spegniamo anche noi, il tutto con la speranza che ciò possa accadere “nella nostra poltrona preferita, ascoltando il nostro programma preferito alla radio”. Ogni volta che prendiamo in esame la vita umana nel suo completo svolgersi, lo schema è sempre questo. Ma cosa accadrebbe se le cose per qualcuno, anche uno solo, non fossero così? Nessuno parla del vivere per sempre, ma di una favola della vita al contrario: ed è quello che vive Benjamin Button, nato vecchio e con tutti i malanni di un uomo “già con il piede nella fossa”, e che man mano che il tempo passa ringiovanisce. Un caso davvero curioso, e ringraziamo tutti Francis Scott Fitzgerald per aver scritto il breve racconto da qui a preso spunto il regista, un modo piacevole per vedere le cose da tutt’altro punto di vista, e quindi riflettere meglio sulla cosa in sè, un po’ come diceva John Keating ne L’attimo fuggente quando incitava i suoi studenti a salire sui banchi e guardarsi intorno.

Ma possiamo essere del tutto soddisfatti anche della versione cinematografica della storia? Ci sono voluti tempo e denaro immani per realizzare questo film dalla tecnica indiscutibilmente ineccepibile: potremmo davvero dire di sapere già come apparirà Brad Pitt tra quarant’anni. Ma l’opera in quanto prodotto godibile è troppo pesante. Analizzando l’impianto generale dello sviluppo della storia, si nota che in questo film di quasi tre ore gli eventi sono talmente tanti che ogni fase della vita di Benjamin sembra una cosa a sé slegata dalle altre, e quindi, alla fin fine, quasi inutile, e la storia d’amore contro il tempo che lega il protagonista a Daisy (una Cate Blanchett bella come mai si era vista, una stella brillante e leggera) sembra quasi essere in secondo piano. È difficile creare opere perfettamente equilibrate, nessuno lo nega, ma sembra che stavolta si sarebbe potuto fare meglio con un minimo di raziocinio in più. Che il regista Fincher vi abbia rinunciato perché troppo catturati dalla dolcezza e dal fascino del carpe diem implicito della storia? Fincher a suo tempo ha diretto Fight Club: come si spiega tanta differenza di impostazione? In quel film la regia era veloce, incisiva, correva e catturava: purtroppo qui non accade. Non è sufficiente spiegare questo con la differenza profonda delle due storie: anche se il Brad Pitt di allora produceva in casa la nitroglicerina e quello di adesso è dolce e tranquillo, non c’è ragione perché la trama debba andare avanti all’infinito con quello che appare l’unico scopo: far vedere i cambiamenti di epoca, usi, costumi (soprattutto costumi) di ottant’anni di vita dell’America.

Erica

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The Reader – A voce alta
24/02/2009, 16:42
Filed under: drammatico | Tag: , , , ,

Il film è ambientato nel dopoguerra tedesco. Un ragazzo, Michael Berg (David Kross) colpito dalla scarlattina è costretto ad una lunga degenza dopo che una donna lo aiuta a tornare a casa vendendolo star male per strada. Deciso una volta rimessosi in sesto ad andare a ringraziare la donna inizia una passionale storia d’ amore tra i due. L’ estate di Michael passa tra rapporti amorosi con questa donna di nome Hanna Schmitz (Kate Winslet) e la lettura dei libri alla stessa. Michael inizia a studiare legge e si ritrova in tribunale a scoprire il passato della donna che ha amato e che forse non smetterà mai di amare, infatti nonostante venga a conoscenza del fatto che lei prese parte alle S.S. comunque vorrebbe difenderla dalle accuse ingiuste che subisce. Hanna infatti si faceva leggere i libri in quanto era analfabeta e imparò a leggere e scrivere grazie alle audiocassette che Michael le mandava in ospedale e venne incriminata per aver scritto un rapporto che giustificava l’ uccisione di 300 ebree. Anni dopo lei si toglie la vita in carcere lasciando eredità a Michael e all’ ebrea che scrisse il libro-testimonianza di quella che è stata la sua accusa.

Il film deve senz’ altro ringraziare la seconda guerra mondiale e il romanzo omonimo di Bernhard Schlink da dove è stata presa la storia. Sembra quasi ormai che bisogni continuare ad ereditare storie già viste, già sentite. Questo è l’ ennesimo film girato sull’ onda del successo di un romanzo e ha clamorosamente fallito. A parte la non capacità da parte degli sceneggiatori di dare il giusto peso alla storia ci sono delle incongruenze di fondo che non fanno scorrere bene il film. Il regista tratta dell’ adolescenza allo stesso modo del film Billy Elliot (dove sempre lui fece la regia) e non riesce ad uscire dai propri schemi narrativi. Ralph Fiennes sembra non riuscire a cambiare ruolo nelle sue interpretazioni sempre omogenee e senza sorta di cambiamenti nella sua carriera cinematografica. La presenza inoltre di una macroscopica svista da parte del regista non porta affatto ad aiutare la riuscita del film. Infatti si può notare che Hanna impara a leggere in prigione attraverso libri scritti in inglese grazie alla lettura precedentemente fatta da Michael in tedesco in quanto la protagonista conosceva solo questa lingua: come avrebbe potuto imparare a scrivere in inglese se non conosceva le parole? Com’ è che lei mandava lettere a Michael scritte in inglese quando conosceva solo il tedesco?

L’ unica cosa davvero apprezzabile del film è la fotografia. Infatti soprattutto nei primi trenta minuti quando della protagonista si sa ancora poco o nulla il regista fa compiere un effetto luce e ombra sul suo viso quasi a tagliarlo a metà in maniera tale da mostrare la sua doppia personalità. Indiscutibile anche l’ interpretazione di Kate Winslet per la quale ha ricevuto il premio oscar.
Tuttavia un film che sembra quasi privo di una forte direzione.

Mr. Brightside

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Passione Cinema è su Compasso
24/02/2009, 14:23
Filed under: eventi

iniziano a parlare di noi

http://www.compasso-pn.com/2009/02/passione-cinema-il-blog-per-gli-amanti.html



A Corto di Donne: V edizione
22/02/2009, 14:11
Filed under: eventi | Tag: , ,

Sono aperte le iscrizioni alla quinta manifestazione del festival di cinema indipendente “A Corto di Donne” che si terrà a Pozzuoli il 19/20/21 giugno. Il festival non è aperto a sole donne ma bensì a tutti coloro che toccano con i loro film temi sociali e sentimentali.

Questo il sito ufficiale.

Mr. Brightside



Yes Man
17/02/2009, 22:12
Filed under: commedia | Tag: , ,

Yes Man: un film diretto da Peyton Reed.

L’ autore protagonista è un sempre più carismatico Jim Carrey, da segnalare anche la prestazione di John Michael Higgins in un ruolo che sembra marginale ma che poi in realtà è la chiave di tutto il film.
La storia parla di Carl Allen (Jim Carrey) nei panni di un monotono ragazzo un pò troppo in là con gli anni per fare scorribande e un pò troppo giovane per vivere sul divano.
Carl esce da un duro matrimonio che lo costringe a passare tre anni a vedere film noleggiati alla blockbuster per non ricordre i momenti con la moglie.

Grazie all’ aiuto di un amico (John Michael Higgins) frequenta un seminario che lo costringe a dire di sì a tutte le occasioni che la vita gli propone. Grazie a questo programma incontra una bellissima Zooey Deschanel che suona in un gruppo simile ai Depeche Mode ma composto da sole donne. Inutile dire che ciò che sembra all’ inizio la soluzione dei problemi per Jim poi gli si ritorce contro.

Il film all’ uscita dalla sala non regala niente di importante ma i 102 minuti del film sono risate assicurate grazie ad un Jim Carrey sempre più maturo ma che non perde le sue facce che potrebbero reggere da sole un film. Assolutamenti spassosi i riferimenti a marche con cui si ha a che fare ogni giorno come la scena dove impazzisce per la “Red Bull” o i film recenti come “300″ che Jim noleggia.

Mr. Brightside

yes man




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